Nella seconda metà del Quattrocento un fervore innovativo pervade le grandi committenze pubbliche a Siena: le sculture, quelle bronzee del Duomo, come gli angeli bronzei di Francesco di Giorgio e del Beccafumi, il tabernacolo eucaristico del Vecchietta, il ciclo marmoreo della Loggia di Mercanzia del Vecchietta; in pittura i cicli di affreschi del Palazzo Pubblico nella Sala del Concistoro dipinta dal Beccafumi o il ciclo monocromo di Sant’Agostino realizzato da Francesco di Giorgio, Pietro Orioli e Luca Signorelli;o le affascinanti Storie monastiche del Monastero di Monteoliveto Maggiore cui collaborarono Sodoma e Luca Signorelli. Non mancano le grandi tavole destinate a sostituire i polittici di tradizione medievale, come quelle elaborate da Beccafumi, Francesco di Giorgio, Matteo di Giovanni, il Vecchietta, Pietro Orioli, oggi in massima parte conservate nella Pinacoteca Nazionale di Siena. Nelle arti orafe raffinate realizzazioni accompagnarono l’elezione a pontefice di Pio II, tra cui il Pastorale e il fermaglio di piviale,preziosi ornamenti liturgici conservati nel Museo Diocesano di Pienza.